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DIECI MILIONI DI LAVORATORI CHIEDONO IL RINNOVO DEL CONTRATTO

30/07/2020 - 9:36

NON SIAMO SOLO NOI DIPENDENTI DEGLI STUDI PROFESSIONALI AD AVERE IL CONTRATTO DI LAVORO SCADUTO

Riportiamo qui l’articolo pubblicato sul sito web www.collettivita.it che riguarda il mancato rinnovo del contratto per 10.000 milioni di lavoratori:

Si apre una stagione difficile nella crisi del Covid, ma gli aumenti sono fondamentali per far ripartire la domanda. La Cgil ribadisce: il contratto nazionale non si tocca

In Italia sono circa dieci milioni i lavoratori con il contratto scaduto. Viviamo in un Paese “senza contratto”, come ha certificato l’Istat: il capitolo dedicato al tema nel rapporto annuale parla chiaro. Ai circa 5,5 milioni di dipendenti con contratto scaduto a fine 2019, se ne sono aggiunti quasi altrettanti dall’inizio del 2020. A fine aprile erano in attesa di rinnovo otto dipendenti su dieci: quasi i tre quarti dei lavoratori del settore privato – rispettivamente il 72% e l’82% dell’industria e dei servizi – e in aggiunta tutti i lavoratori pubblici. Nel corso di quest’anno il contratto scadrà per un altro 6% dei dipendenti.

I contratti scaduti che riguardano il maggior numero di lavoratori nel comparto industriale sono quelli dei metalmeccanici, dell’alimentare, del legno-arredo e della gomma-plastica. Il contratto atteso da più tempo nel comparto industriale è quello dei grafici-editoriali – più di quattro anni – che regola l’attività di oltre 92 mila dipendenti, i quali subiscono una perdita di potere d’acquisto pari al 3%. Tra i servizi privati (4,1 milioni di dipendenti) ai primi posti ci sono commercio, logistica, attività socio-assistenziali. Per i rinnovi pubblici c’è l’appuntamento fondamentale della legge di bilancio a settembre: in quella si dovrà verificare l’entità delle risorse disponibili per il triennio 2019-2021.

Fino a poco fa la situazione più critica riguardava i dipendenti della sanità privata, con contratto scaduto da 14 anni: ma per questi lavoratori lo scorso 10 giugno è stata firmata una pre-intesa, che si tradurrà poi nel rinnovo. Situazione difficile per chi opera nei servizi di vigilanza e nelle pulizie locali, con contratto scaduto da anni e un’erosione salariale rispettivamente del 3% e del 4,2%. Per tutti i dipendenti del comparto pubblico il contratto è scaduto dalla fine del 2018. Per i lavoratori della presidenza del Consiglio e i dirigenti delle Regioni e autonomie locali si attende ancora la chiusura del triennio 2016-2018.

Molti tavoli di confronto si stanno aprendo o si apriranno a breve, mettendo seduti insieme i sindacati e le associazioni datoriali. Ma, nel Paese segnato dal Covid, è chiaro che la situazione non sarà facile: il sistema di relazioni industriali “si trova ad affrontare una stagione contrattuale decisamente straordinaria“, scrive l’Istat. Un modo per dire che le trattative per i rinnovi risentiranno delle condizioni economiche rese particolarmente difficili dall’emergenza sanitaria, che ha un forte impatto sull’attività economica presente e futura. D’altronde le stime parlano chiaro: nell’arco di quest’anno un’impresa su tre rischia di chiudere, secondo previsioni diffuse sempre dall’Istituto. E la commissione europea ha rivisto al ribasso il Pil italiano: si attende un -11,2% a fine 2020, all’ultimo posto nell’eurozona.

Tutte condizioni che rendono i rinnovi complessi. Servirà un impegno straordinario delle parti sociali: da un lato saranno chiamate a definire accordi per garantire lo svolgimento in sicurezza di tutte le attività, dall’altro dovranno tenere conto della sostenibilità dei costi per i rinnovi, soprattutto nei settori più colpiti dalla crisi. Inoltre sul tavolo ci sono altre questioni, intervenute negli ultimi mesi: prima tra tutte la revisione della parte normativa, che dovrà considerare la flessibilità della prestazione, gli orari e il cosiddetto “smart working”, ovvero il lavoro da remoto imposto dall’emergenza Covid e finora mai regolato.

In questo scenario, nel campo delle relazioni industriale, si inseriscono le posizioni di Confindustria. Il nuovo presidente Carlo Bonomi le ha ribadite a più riprese, invocando una “ridefinizione del lavoro” da compiere proprio attraverso i prossimi contratti, superando “il vecchio meccanismo dello scambio tra salario e orario”. Proprio ieri Bonomi è tornato a parlare in una lunga intervista al Corriere della Sera, criticando il “governo fermo” e chiedendo “subito riforme per fisco e lavoro“. Sul lavoro, in particolare, a suo avviso occorre “distinguere le crisi tra quelle reversibili, da gestire con una Naspi riformata”. L’assegno “andrebbe subordinato all’esercizio della condizionalità: se mentre percepisci la disoccupazione rifiuti un posto di lavoro perdi il contributo. Dove invece ci sono crisi strutturali e quindi irreversibili ha senso usare la cassa integrazione”, ma “di un tipo soltanto”. Gli industriali vogliono ridurre il perimetro del contratto nazionale per allargare quello dei negoziati di secondo livello. La risposta della Cgil è stata netta: il contratto nazionale non si tocca. Non è pensabile un contratto “leggero” per poi demandare alcune materie fondamentali alla contrattazione decentrata.

Per il sindacato i contratti vanno rinnovati, sono fermi da troppi anni, e il Ccnl non può fare solo da cornice: inaccettabile sarebbe anche pretendere rinnovi con aumenti salariali vicini allo zero. Gli incrementi in busta paga servono per riconoscere il lavoro, soprattutto di chi è rimasto all’opera nei giorni dell’epidemia, e per sostenere il potere d’acquisto che favorisce la ripartenza della domanda interna. Anche così si esce dalla crisi post-Covid. La forzatura tentata da Confindustria rischia di ricadere nelle trattative per i singoli rinnovi nelle categorie. Ma il sindacato avverte: proprio oggi, nell’Italia durante e dopo il virus, il contratto nazionale è più che mai fondamentale.”

 

  • Patrizia

    21/10/2020 - 21:47

    cari tony e Luca, sono passati 8 mesi di covid ed è successa la fine del mondo che ha travolto anche la nostra trattativa, il nostro lavoro .. tutto, purtroppo stiamo entrando di nuovo in emergenza sanitaria. Che dire? sul nostro fronte nulla si sta muovendo. Come ho spesso spiegato, i contatti informali ci sono , visto che cadiprof ed ebipro sono gestite da confprofessioni e dal sindacato , ma non c'è disponibilità di confprofessioni a riprendere la trattativa . Che fare? mah Luca siamo molto indecise anche noi , vorremmo mettere in campo una protesta più incisiva di una lettera o mail o altro , possiamo anche farlo ma abbiamo seri dubbi sull'efficacia. In realtà ci vorrebbe uno sciopero.. una manifestazione , qualcosa di molto visibile ma la nostra categoria non ci sente .. aspetta , questo è il problema enorme. Un paio di contratti nazionali sono stati rinnovati dopo manifestazioni , proteste e scioperi , la sanità privata aspettava da 14 anni!!! oggi c'è stato lo sciopero dei multiservizi con manifestazioni in tutta italia , aspettano da 7 anni. Sulla ns. pagina fb trovate foto e comunicati . i contratti si ottengono così con l'iniziativa sindacale dei lavoratori , altre strade non ce ne sono. Qualche idea ? ciao patrizia cgil

  • luca

    21/10/2020 - 14:15

    scusate, si può mandare per via email o per altro modo in maniera massiva un sollecito di proseguo e incontro con la controparte. e magari chiedere eventualmente incontri via web se di presenza troppo è rischioso. Temo che altrimenti si arena tutto ciò che è stato fatto fino ad ora. Può essere una idea? Grazie

  • Tony

    21/10/2020 - 9:46

    Buongiorno a tutti, vorrei sapere del nostro contratto scaduto. Possibile non si sia saputo più nulla da otto mesi? Ho visto che alcuni contratti sono stati rinnovati in questo periodo.

  • Patrizia

    01/10/2020 - 20:08

    cara Angela, gli aumenti di merito o superminimi sono previsti e normati dal contratto nazionale , è sempre stato possibile, lo avevo ottenuto anch'io. Chi ha la forza di contrattarlo in studio è bene che lo faccia ma è cosa diversa dai contratti nazionali che tutelano tutti e soprattutto chi non ha potere contrattuale individuale , questo è il valore della contrattazione collettiva. I tempi del contratto nazionale dipendono soprattutto da tutte noi e da quanta forza collettiva riusciamo a mettere sul piatto, quindi dipende anche da te! patrizia cgil

  • Angela

    01/10/2020 - 9:28

    due mesi fa proprio calcolando che il rinnovo chissà quando arriverà (e di che importo) e che dopo 18 anni prendevo ancora 1270 euro mi sono stancata e, cogliendo l'occasione di una collega che si è licenziata, ho chiesto l'aumento di 100 euro netti che mi è stato concesso senza problemi... provate questa via, magari va bene anche a voi! un abbraccio a tutti/e i/le colleghi/e

  • ANNA

    27/09/2020 - 21:42

    Si aspettiamo... che magari a novembre arriva un altro lockdown e cosi fermi per altri anni... e intanto siamo gia a quasi 3 da che il contratto e'scaduto.... 1200 euro dopo 20 anni di esperienza e aggiornamenti professionali fatti in autonomia perche lo studio non "investe in te" ma tu devi essere sempre aggiornato per stare al passo coi tempi restano del tutto inadeguati..... ma aspettiamo si...

  • Patrizia

    15/09/2020 - 18:50

    Caro Ivano , quello che scrivi è corretto. Il tavolo c'era , la data questioni di giorni. Da zero non ricominciamo. Infatti avevamo pronto l'articolo per ridiscutere la piattaforma dopo le vostre osservazioni , era solo da pubblicare , fermato dal covid è lì pronto . Appena la situazione si sbloccherà lo pubblicheremo e riprenderemo i nostri ragionamenti che dovrebbero essere accompagnati da un'azione sindacale seria da parte nostra ma.. questo è un altro discorso. Siamo in contatto costante con il nazionale Filcams e come ho detto tante volte se non ci sono novità ufficiali non è detto che non ci siano contatti con confprofessioni . Seguite le notizie sindacali: vedrete che il contratti nazionali hanno cominciato a muoversi , sarà così anche per noi. Abbiamo imparato nel corso degli anni ad usare bene il blog al momento giusto , quando serve per un buon risultato. Ora dobbiamo aspettare .. e nel frattempo contattate le Filcams cgil della vostra città! patrizia cgil

  • IVANO

    15/09/2020 - 11:35

    Buongiorno Patrizia, Concordo pienamente con quello che riporti, ci terrei pero' a ricordare che dopo anni di attesa, a ridosso dell'emergenza COVID, ed in seguito alla piattaforma realizzata con i vostri sforzi ed i risultati dei sondaggi, erano state ottenute le prime date per gli incontri, poi SOSPESE, sottolineo sospese perché credo che la situazione e' ben diversa da quando non era ancora stato fissato nulla , fare pressione per riattivare una data di incontro fissata poi annullata , dovrebbe presumere una più rapida assegnazione per nuovo incorno e forse da questo dovremmo ripartire, visti anche gli elogi, riconoscimenti pubblicati per la piattaforma e se non ricordo male invito della rappresentanza BLOG all'incontro. (penso che la situazione sia diversa che partire da un punto 0). GRAZIE Ivano

  • Patrizia

    13/09/2020 - 20:49

    per ANNA E GIORGIA rispondo ad entrambe in un unico post perché parlate delle stessa cosa.. Grazie, mi date l'occasione di parlare di contrattazione e sindacato : argomento fondamentale, ne abbiamo parlato continuamente e credo non smetteremo mai , è una stazione dove obbligatoriamente deve fermarsi il treno dei nostri ragionamenti . Quindi. fatemi tutte le domande che volete , risponderò sempre volentieri . Cara Giorgia , ti ho risposto qualche settimana fa , avevi postato più o meno la stessa cosa. Riprendiamo comunque il filo dei ragionamenti : perché è importante il tesseramento ? il sindacato ha milioni di iscritti e la sua forza ai tavoli di trattativa e con i governi la trae dai milioni di lavoratori che chiedono rappresentanza anche per tutelare chi non la chiede, come nella nostra categoria. Cosa significa rappresentanza? in soldoni è la delega a difendere degli interessi, nel nostro caso come lavoratori chiediamo al sindacato di fare i contratti e rappresentare con il governo i ns. interessi . Senza tessera si può sicuramente fare tutto , protestare , contratti di categoria , votare ai referendum sui contratti ma... non si pesa . Nel nostro caso , sempre semplificando: ci sono pochi tesserati, cioè non chiediamo al sindacato rappresentanza e così al tavolo delle trattative capita che confprofessioni chieda: ma voi chi rappresentate ? che forza si può avere nella trattativa ? il sindacato lo fa lostesso ma vuoi mettere poter contattare migliaia di iscritti e poter organizzare assemblee e manifestazioni ? senza iscritti di chi andiamo in cerca ? uno sparo nel buio. Non è interesse del sindacato il tesseramento e nostro interesse: per contare, per dire la nostra . Come sai noi gestiamo il blog da tantissimi anni , siamo tutte lavoratrici degli studi professionali , non siamo nate esperte , abbiamo imparato facendo , tentando , sbagliando e soprattutto imparando l'una dall'altra, ma da sole .. difficile spostare le montagne. Quindi l'inesperienza non è un problema , inoltre noi siamo a disposizione di tutti per aiutare a contattare il sindacato e per organizzare qualsiasi cosa. tieni conto che non è vero che basta convocare assemblee e vengono a centinaia, lo abbiamo fatto tante volte a decine .. non è semplice come dici tu, ti assicuro. Ci vuole organizzazione seria costante nel tempo. Per quanto riguarda la trattativa : certo c'era il tavolo , ma cosa vuol dire, una trattativa può essere interrotta in qualsiasi momento .. come dimostra la sanita privata.. Tu davvero pensi che il sindacato non abbia chiesto la convocazione del tavolo ? ma certo !ma chiedere è una cosa ,altra è l'ottenere tra le due ci sta l'iniziativa sindacale dei lavoratori , credimi non si scappa , tu mi chiedi cosa ci vuole ? questo ci vuole , non certo una telefonata per chiedere un incontro . cara ANNA spero di aver risposto anche a te , possiamo fare mille lettere a confprofessioni ma stiamo facendo la stessa cosa da anni sul blog , lo rifaremo certo ma dobbiamo renderci conto che conta poco ! ci vuole organizzazione sindacale e questo passa dalla tesssera. Dopo 42 anni di studio professionale so bene quali sono le difficoltà.. ma quando ho fatto la tessera con delega in studio mi hanno presa un po' più sul serio e con molta attenzione , senza un po di coraggio non si ottiene niente , stare nascoste nei nostri studi piene di paura , che serve ? lo dico anche per la nostra dignità , ma non avete voglia di gridare " siamo importanti , il nostro lavoro è fondamentale , siamo brave , ci meritiamo rispetto ?? basta con la paura . ciao patrizia cgil

  • Giorgia

    11/09/2020 - 11:01

    Cara patrizia, faccio seguito ai commenti di Debora e marco. È ormai da diverso tempo che vedo dare come risposta che per mandare avanti la contrattazione dobbiamo andare al sindacato e tesserarci. Fai assolutamente bene ad insistere su questo punto, ma il problema è che una volta tesserati che succede? Si può andare a manifestare in piazza anche senza essere tesserati. Occorrerebbe invece che il sindacato che ci segue organizzasse queste manifestazioni e vedi quanta gente si presenterebbe. L'altra cosa che non continuo a capire è perché non si parla più della trattativa di febbraio. Qua si sta dimenticando che in realtà il tavolo era già iniziato e stava proseguendo, tanto è vero che era già stato fissato un altro incontro a marzo, saltato poi a causa del Covid. Quindi mi chiedo per quale motivo non si insista nel rifissare il famoso incontro che si sarebbe dovuto tenere lo scorso marzo. Io continuo a leggere sempre la solita risposta e non vedo mai proposte. Non è che posso andare io al sindacato e chiedere di organizzare la manifestazione. Non abbiamo esperienza in materia sindacale. Voi del blog questi contatti li avete invece. È tanto difficile organizzare una manifestazione o tempestare di telefonate e mail confprofessioni per chiedere la nuova data? Scusate lo sfogo

  • anna

    11/09/2020 - 10:09

    Mandare piu' mail a confprofessioni puo' servire a qualcosa? Purtroppo iscriversi al sindacato quando si lavora in un piccolo studio non è cosi semplice come nelle grandi aziende.......

  • Patrizia

    09/09/2020 - 17:56

    cara Katia, hai ragione a preoccuparti ora. La chiusura dello studio è giusta causa di licenziamento e quindi non c'è nulla da fare, il tuo datore di lavoro è stato molto bravo a preavvertirti con largo anticipo , non è da tutti. Se decide di chiudere prima non potrai farci nulla purtroppo , speriamo sia di parola in tre anni puoi organizzarti. Con la Naspi maturi i contributi figurativi quindi ,contano ai fini pensionistici. ti consiglio di prendere appuntamento all'Inca cgil della tua città e fare già ora delle previsioni sulla base della legislazione ad oggi. Tieni conto che ogni anno in legge di stabilità ci possono essere interventi sulle pensioni, da qui a 3 anni le cose possono cambiare però è bene avere già ora le possibili vie di uscita. L'opzione donna è stata finanziata ma anche questa è soggetta alle leggi di stabilità. Si aprirà tra poco il tavolo sulle pensioni governo /sindacati , seguilo per essere sempre aggiornata sulle novità. Con il patronato ricostruisci tutta la tua posizione pensionistica anche tutti gli eventuali contributi sparsi, eventuali maternità lunghe malattie ecc. che puoi avere e ultimo consiglio chiedi all'inps il pin dispositivo per avere sempre la tua posizione contributiva on line sotto controllo e per poter dialogare con l'inps. Tantissimi auguri e se non sono stata chiara chiedi! patrizia cgil

  • Patrizia

    09/09/2020 - 17:42

    Cara jenny, i contratti sono di categoria , gli studi professionali hanno una controparte che si chiama "confprofessioni" dobbiamo trattare con loro .. i contratti sono di diritto privato non ci sono ministeri o ministri che fanno i contratti , le trattative sono libere nei modi e nei tempi, il governo può fare da mediatore ma la contrattazione e demandata alle parti della categoria interessata. Ogni Categoria ha dinamiche interne proprie . Le colf sono tra le categoria Filcams cgil e ha una organizzazione sindacale e anche datoriale evidentemente meglio della nostra. La sanità privata non ha un contratto nazionale da 14 anni e si sono mobilitati. Cosa possiamo fare ? la strada è sempre la stessa da che esiste il lavoro dipendente : andare in sindacato , tesseramento e organizzazione . Assemblee , proteste ecc. ecc. come fanno tutti i lavoratori da sempre e come dobbiamo imparare a fare anche noi e sarebbe ora. Attenzione : la nostra controparte non è lo stato o il governo ma i nostri datori di lavoro e le loro organizzazioni sindacali . ciao patrizia cgil

  • Katia

    09/09/2020 - 11:45

    p.s. ho sbagliato i termini di preavviso: sono 120 giorni, non due anni (magari), vero? Katia

  • Katia

    09/09/2020 - 11:34

    Buongiorno, innanzitutto un ringraziamento a chi potrà rispondermi. Il mio datore di lavoro mi ha informalmente preannunciato che ha intenzione di tenere aperto lo studio (legale) per altri tre anni circa. Lui ora ha 66 anni e in effetti ha tirato i remi in barca già da un po', aggiungiamo poi la pandemia... insomma il lavoro è davvero poco. Io ho 51 anni (quasi 52), oltre 20 anni di anzianità in questo studio, e mi trovo in quella situazione per cui sarò troppo vecchia per un nuovo posto di lavoro e troppo giovane per aspirare alla pensione. Ecco le domande: - da quando mi invierà la lettera di licenziamento decorreranno i due anni di preavviso contrattualmente previsti: in questi due anni lui comunque dovrà pagarmi i contributi? Oppure può chiudere lo studio prima? - durante i successivi due anni di disoccupazione maturo egualmente i contributi validi ai fini pensionistici? (sto tentando di fare due calcoli per capire se, nel caso esistesse ancora l'opzione donna, riuscirei comunque ad andare in pensione). So che la storia non si fa con i se e con i ma...però sono piuttosto preoccupata per il futuro. Grazie. Katia

  • JENNY

    09/09/2020 - 8:41

    .....E dopo pero' viene rinnovato il contratto colf e badanti....... bah......cosa dobbiamo fare per farci sentire??

  • Patrizia

    08/09/2020 - 11:45

    Caro Marco, tutti noi insistiamo sul contratto nazionale da rinnovare, credimi! Abbiamo raccolto tante segnalazioni sui comportamenti dei professionisti durante la cassa, e successo anche di peggio. Il problema è la mobilitazione dei ns. Colleghi su questi argomenti senza questa siamo senza spinta. La sanità privata si è mobilitata il contratto fermo da 14 anni, e ora il tavolo e convocato. Il ns. Problema è tutto qui, il blog e bello e importante ma siamo più di 1 milione dobbiamo farci sentire altrimenti rimarremo nell'ombra. Ciao! Patrizia cgil

  • Marco

    07/09/2020 - 9:24

    Buongiorno anche io insisto sul rinnovo del contratto (io dipendente studio commercialista). Negli ultimi 5 anni gli adempimenti a carico degli Studi sono aumentati esponenzialmente e quindi i nostri datori li hanno giustamente fatturati (anche se sinceramente molto poco ma questo è un problema della loro categoria) ma a noi in tasca ne è venuto veramente poco. I nostri stipendi sono bassissimi. Guadagniamo pochissimo. Il mio stipendionetti è aumentato solo grazie al benedetto bonus renzi. Inoltre, e CHIEDO se è successo anche nei vostri Studi, durante il covid sono stato in Cig ma poi il lavoro è rimasto sulla scrivania cosìcche il Capo non mi ha pagato per due mesi ma lui li ha ugualmente fatturati, risultato è che quest anno guadagnerà più dell anno scorso. Un saluto e grazie per questo blog.

  • Patrizia

    04/09/2020 - 11:33

    Cara Debora, si respira incertezza assoluta, verosimilmente non si può fare previsioni, come vedi dalle dichiarazioni di confindustria tira brutta aria sui contratti nazionali. La piattaforma andra rivista poi man mano vedremo cosa succederà. In questi giorni stanno protestando i lavoratori della sanità privata , da 14 anni senza contratto nazionale..per dire che nella contrattazione non c'è nulla di automatico. Terremo aggiornato il blog! Ciao Patrizia cgil

  • Debora

    01/09/2020 - 15:38

    Ciao Patrizia, verosimilmente, secondo te, quando si riprenderanno le trattative per il rinnovo..... tutta questa situazione come infulenzera' la piattaforma, nel bene e nel male? Cosa si respira? Debora

  • Patrizia

    01/09/2020 - 12:10

    Cara Laura, sotto i 5 dipendenti non è necessario l'accordo sindacale, purtroppo.. però se ti iscrivi al sindacato e dai la delega possono controllare attraverso il patronato. Se non hai il pin per vedere la tua posizione on line inps fallo subito e importante averla puoi dialogare con l'Inps e controllare la tua posizione da te. Consiglio tutti di avere il pin per entrare nelle vs. Posizioni inps on line. Cara Laura fallo come prima cosa chiedi il pin dispositivo subito. Hai ragione e una situazione pesante arrivati subito , mai fidarsi alla cieca delle parole del consulente, meglio fare da se! Facci sapere ti diamo una mano Patrizia cgil

  • Laura

    31/08/2020 - 10:21

    Ciao Patrizia.... ho seguito il tuo consiglio ed ho chiamato la FILCAMS di Lecco ma mi hanno detto che non avendo siglato accordi sindacali con l'azienda non mi possono aiutare perché non possono controllare direttamente le domande presentate all'INPS. L'unica cosa che mi hanno consigliato è stato di rivolgermi direttamente all'INPS visto che sono loro che devono erogare. Così ho chiamato l'INPS ma l'operatore mi ha detto che loro non vedono le domande perché vengono gestite da un altro ufficio, possono al massimo verificare se ho pagamenti in corso ma senza pin e numero di pratica non possono aiutarmi. Mi hanno consigliato di rivolgermi al consulente che ha fatto la domanda perché è lui che deve fare il sollecito per la gestione della pratica... mi sembra di essere tornata al punto di partenza... posso anche co fermarti che il consulente delle paghe è già stato più volte sollecitato da parte dello studio ma come ti dicevo si nasconde dietro al fatto che l'INPS è subissato di domande e non riescono a gestirle in tempo reale... sta di fatto che con la vecchia procedura che passava dalla regione entro un mese e mezzo dalla domanda qualcosa abbiamo visto con la nuova procedura che addirittura dopo quindici giorni avrebbe dovuto farci avere un acconto sono passati più di due mesi e non si è ancora visto un centesimo... sinceramente non so più che dire o che pensare ... ciao e grazie come sempre per il tempo che ci dedichi... laura

  • Patrizia

    29/08/2020 - 13:04

    Caro massimo, il contratto part time e un accordo tra datore di lavoro e lavoratore sulla riduzione dell'orario di lavoro. Senza il tuo assenso scritto non si può modificare l'orario di lavoro il tuo rifiuto non è giustificato motivo di licenziamento. Questa è la norma di legge.. La pratica è che il part time involontario e usato come ammortizzatore sociale purtroppo . Se dai le dimissioni non puoi avere la naspi se vieni licenziato o concordi un licenziamento invece si. E bene che tu ti faccia assistere dalla filcams Cgil della tua città, non fare da solo! Ebipro interviene con un contributo per i part time involontari vedi il sito qui sul blog! Ciao e auguri! Patrizia cgil

  • Massimo

    28/08/2020 - 11:26

    Buongiorno, ringrazio anticipatamente per la risposta. Vorrei porvi un quesito: sono monodipendente in uno studio notarile con contratto a tempo ind. per 40 ore settimanali. Nel caso in cui il datore di lavoro volesse unilateralmente ridurre le ore lavorate, sono obbligato ad accettare la riduzione? Mi spiego meglio: non ho nessuna intenzione di continuare il rapporto di lavoro ad orario e stipendio ridotto. Qualora non fossi obbligato ad accettare, il datore di lavoro (ovviamente) potrebbe procedere con il licenziamento...in questo caso mi spetterebbe l'indennità di disoccupazione? Grazie, Massimo

  • Patrizia

    27/08/2020 - 11:19

    Cara Laura impossibile che l'Inps non abbia risposto .. Non fidarti delle risposte del consulente ..va in sindacato i filcams cgil fai controllare la pratica all'Inps, molte volte purtroppo ci sono errori dei consulenti e dei datori di lavoro e danno colpa all'Inps. Fissa un appuntamento e andate subito. Si certo se non c'è la cassa sono permessi e ferie vostre direi di non aspettare altro tempo! Siamo qui apposta non disturbi affatto ! Facci sapere Patrizia cgil

  • LAURA

    26/08/2020 - 12:38

    Cara Patrizia, mi rivolgo nuovamente a te per una precisazione emersa dopo aver visto la tua risposta del 5/8 ed averne parlato con le mie colleghe. Premettendo che il consulente del lavoro continua a dirci che la domanda di cassa inviata al 22/6 è ancora in istruttoria, abbiamo il timore che l'INPS possa in qualche modo non accogliere la domanda di cassa. In questo ipotetico caso cosa succederebbe? I giorni che non abbiamo lavorato e che di conseguenza non verrebbero coperti dalla cassa rimangono a carico nostro come permesso non retribuito o lo studio deve in qualche modo intervenire? Scusa ancora il disturbo. Ciao e grazie

  • Patrizia

    17/08/2020 - 18:37

    Cara Rossana, il decreto agosto dovrebbe uscire in questi giorni , non ne sappiamo ancora i contenuti , inoltre seguiranno le linee guida dell'Inps, necessarie per l'applicazione delle norme. Quindi su alcune questioni posso risponderti in modo generico: 1) Può essere che il decreto sia retroattivo per la cassa , non si può dire dato che non tutti hanno utilizzato le settimane di cassa prorogata per 3 volte , bisogna aspettare cosa scriverà l'inps. Il tuo studio non aveva alternative alle ferie avendo usato tutte le settimane di cassa. Dovesse essere retroattiva la cassa e coprire le tue ferie , salvi le ferie. 2) è in vigore fino al 17 agosto il divieto di licenziamento , questo si sarà retroattivo. 3) La cassa prevale sulla malattia , quindi se chiedono la cassa la malattia si interrompe. 4) Attenzione non decidi tu di prendere malattia.. ma il medico ! se c'è una malattia può rilasciarti il certificato , altrimenti no, molta attenzione a queste cose : sono dichiarazioni false. Se non hai ricevuto ancora la cassa contatta la Filcams cgil della tua città e fai la verifica ! non aspettare il sindacato tutela i lavoratori , usiamolo ! patrizia cgil

  • Rossana

    16/08/2020 - 19:37

    Salve ragazze, ho bisogno di farvi alcune domande inerenti il decreto di agosto, mi scuso se ho sbagliato sezione. Sto vivendo una situazione orribile in ufficio che si è acutizzata a causa del covid... In questo momento sono stata messa in ferie forzate sino al 26 agosto, i miei capi come loro solito, non mi hanno fatto sapere nulla circa le determinazioni che intendono prendere per settembre. Al momento ho già fatto 18 settimane di cassa in deroga inizialmente lavoravo due ore al giorno e nell’ultimo periodo quatto al giorno. Io vorrei mettermi in malattia questa settimana per conservare dei giorni di ferie e usarli più avanti. Vorrei sapere se qualora decidessero di chiedere altra cassa integrazione in deroga, così come immagino, abbiano la possibilità di chiederla retroattivamente, a partire da agosto, quindi di sovrascriverla alle ferie e, il colmo, neanche pagarmele. E poi vorrei sapere se possono fare la domanda per altra cassa in deroga mentre io sono in malattia, o se per farla devono aspettare che io rientri dalla malattia. Perché sto pensando di fare malattia sino a metà settembre per assicurarmi metà stipendio almeno a settembre visto che le casse a me non arrivano da maggio. Grazie per l’aiuto

  • Patrizia

    05/08/2020 - 20:17

    Cara Laura, va bene qui non ti preoccupare! siamo contente di essere utili , in questi tempi così difficlli è importante avere informazioni corrette, le indicazioni dei motori di ricerca o di fb sono quasi sempre errate e confuse. Io rispondo ma siamo in 6 a gestire il blog , è un lavoro molto impegnativo , da sola non potrei mai fare nulla. Il nostro è un lavoro sindacale .. non è un servizio generico , tenetelo a mente! Per risponderti: la cassa in deroga ora funziona così: La domanda va fatta dal datore di lavoro entro 15 giorni dall'inizio della sospensione o riduzione dell'attività lavorativa. Paga direttamente l'inps che deve autorizzare le domande e dispone il pagamento del 40% delle ore autorizzate nell'intero periodo entro 15 giorni dal ricevimento della domanda. Quando il datore di lavoro manda i dati completi l'inps procede entro 30 giorni con il pagamento del residuo o al recupero nei confronti del datore di lavoro degli eventuali importi versati in più. Fai attenzione: sparare addosso all'inps .. è un facile capro espiatorio, per quello che abbiamo visto , datori dl lavoro e consulenti hanno fatto tantissimi errori nell'invio delle domande dando poi la colpa all'inps… quindi , cara Laura , ti consiglio di prendere appuntamento con la Filcams cgil della tua città e controllare attraverso i canali sindacali lo stato della domanda e i tempi . Facci sapere ! patrizia cgil

  • Laura

    05/08/2020 - 14:49

    Ciao Patrizia... scusa la domanda che magari non è nella sezione giusta... la nuova cassa integrazione, quella che partiva da luglio con la richiesta diretta all'INPS non doveva essere accettata entro 15 giorni e prevedere l'anticipo del 40% del totale delle ore richieste? Io lavoro in uno studio legale di Lecco e dal 22 giugno, giorno in cui il consulente ha inviato la richiesta della cassa non ci ha fatto sapere più nulla... la mia collega che si occupa dell'amministrazione ha provato a sentire l'ufficio ma la risposta è stata che è colpa dell'INPS che è come al solito in ritardo cronico e non ci possono dire nulla perché non dipende da loro. Quindi non capiamo più nulla l'unica cosa certa è che la cassa di giugno e luglio non ci è ancora stata pagata e non sappiamo nemmeno quando ciò avverrà. Ti ringrazio in anticipo per la tua risposta e per tutto ciò che hai fatto per noi in questi momenti confusi e pieni di incertezza...

  • Patrizia

    03/08/2020 - 18:43

    caro luca, il decreto che uscira nei prossimi giorni proroghera la cassa fino a fine anno con il divieto di licenziamento. Non bisogna accettare obtorto collo ogni cosa , va in filcams cgil della tua citta, fatti seguire, non si puo stare senza tutela sindacale e subire sempre, cosi controllerai la cassa attraverso il patronato , i ritardi non devono esserci con la nuova procedura veloce. Coraggio e facci sapere! Patrizia cgil

  • Luca

    03/08/2020 - 12:26

    siamo in 2, siamo in CIG da marzo, che non viene pagata da maggio, ma lavoriamo in pieno... mezza giornata a testa l'altra mezza CIG e da oggi siamo mezza giornata in ferie. se non ci sarà CIG a settembre... o cambio contratto da full time a part time o uno dei 2 verrà licenziato... abbiamo nostro malgrado accettato il cambio di contratto.. se non c'è collaborazione tra colleghi..

  • Patrizia

    31/07/2020 - 18:22

    care elena e rita, i vostri commenti ci fanno capire quanto è importante collaborare con le colleghe di lavoro , dovremmo capire finalmente che siamo dalla stessa parte e che dobbiamo aiutarci , divise e in concorrenza tra noi non riusciremo mai a migliorare il nostro lavoro, collettivamente invece si ! ciao patrizia cgil

  • Rita771

    31/07/2020 - 11:03

    Ciao Elena, ti capisco appena provi a lamentarti , capita qualche collega che rema contro, magari per fare bella figura col titolare o non mettersi in cattiva luce , dovremmo essere tutti più solidali per ottenere qualcosa che poi sono semplicemente sono i nostri diritti .

  • EleNA

    30/07/2020 - 17:05

    Dieci milioni...meno una! La mia collega che, dopo 20 anni negli studi professionali, se ne esce, durante una discussione con i capi, dicendo "io il contratto non l'ho mai letto!!!" Le avrei dato una testata! Considerando il fatto che io stavo "rivendicando" cose indicate proprio nel nostro CCNL ...ma sapete come è, "io mi sono attaccata troppo a quello che c'è scritto in quel libretto!!!! Argggggg…

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