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SICUREZZA NEGLI STUDI

30/05/2013 - 9:29

Sicurezza negli studi, al via il progetto Ebipro A giugno scatta l’iniziativa in collaborazione con Cadiprof: una guida informativa e percorsi formativi ad hoc per far fronte agli obblighi di legge. La bilateralità fa sistema Giugno è il mese della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. Come noto, dal prossimo 1° giugno aziende e studi professionali che occupano fino a 10 dipendenti avranno l’obbligo di predisporre il documento di valutazione dei rischi (Dvr), utilizzando le procedure standardizzate emanate con il decreto interministeriale del 30 novembre 2012, (pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» del 6 dicembre 2012). Pertanto a partire dal 1° giugno, non sarà più possibile per professionisti e datori di lavoro continuare ad autocertificare l’avvenuta valutazione del rischio. In questo ambito si inserisce il progetto formativo/informativo di Ebipro (Ente bilaterale nazionale per gli studi professionali), in collaborazione con Cadiprof (Cassa di assistenza sanitaria integrativa per gli studi professionali) in materia di salute e sicurezza. “Negli studi professionali la bilateralità fa sistema” commenta il presidente di Cadiprof, Gaetano Stella. “Gli adempimenti normativi in capo ai professionisti e datori di lavoro impongono un nuovo approccio alle problematiche quotidiane vissute dagli studi. In questo solco il sistema della bilateralità previsto dal Ccnl studi professionali può fare molto per sostenere e sviluppare ulteriormente il settore delle libere professioni. Assistenza sanitaria integrativa per dipendenti e collaboratori di studio, formazione continua dei lavoratori, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro sono, senza dubbio, temi centrali nella gestione e nell’organizzazione degli studi professionali. E il nostro obiettivo è quello di aiutare i liberi professionisti rendendo più semplice, più professionale e più competitivo il lavoro all’interno degli studi”. L’iniziativa promossa da Ebipro sul fronte della salute e sicurezza negli studi professionali si muove appunto in questa direzione. In questi giorni è in distribuzione presso gli studi aderenti al sistema della bilateralità la guida informativa “Studi professionali: le nuove regole sulla valutazione dei rischi”, edita da Ebipro, in collaborazione con Ipsoa, Gruppo Wolter Kluver. La guida costituisce un utile supporto ai datori di lavoro e ai lavoratori in relazione agli obblighi imposti dalla recente normativa ed è la premessa necessaria per la trattazione dell’intera materia. L’obiettivo è quello, attraverso un lavoro altamente tecnico ma di facile approccio, di permettere, nel rispetto degli obiettivi di prevenzione e di legalità, lo svolgimento dell’attività lavorativa in un ambiente sicuro e salubre. L’altro fronte che vede impegnato l’Ente bilaterale attiene la formazione obbligatoria dei lavoratori secondo l’art. 37 e il pertinente accordo in Conferenza Stato regioni del 21 dicembre 2011. A partire dal mese di giugno prenderanno il via in Emilia Romagna e in Veneto i primi corsi di formazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, promossi da Ebipro (vedi box in pagina), che verranno via via estesi a tutte le regioni. Si tratta di un percorso formativo composto da una prima parte di formazione generale in modalità e-learning ed un percorso formativo specifico che si realizza attraverso lezioni frontali in aula da parte di enti di formazione accreditati da Ebipro o sul luogo di lavoro mediante la fornitura di materiale didattico ai datori di lavoro che possono validamente effettuare l’attività formativa ai propri lavoratori perché in possesso dei requisiti di legge (esperienza professionale in materia di salute e sicurezza da prima del gennaio 2009 anche attraverso lo svolgimento dei compiti di responsabile del servizio di prevenzione e protezione). “Si tratta di una delle principali iniziative messe in campo da Ebipro a favore degli studi professionali” (tratto da Confprofessioni)

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  • Mario

    06/09/2017 - 17:19

    grazie Irene per la risposta. Ho avvitato le viti prima di andare in ferie, ascolterò il tuo consiglio. grazie Mario

  • patrizia

    24/08/2017 - 23:22

    cara sara, scusa il ritardo ... sono la prima a rientare dalle ferie ! Gli straordinari al 15% riguardano il tempo pieno e il 40% invece il part-time . E' così alto perché è una percentuale forfetaria che comprende anche il salario differito non verrà contegggiato nel TFR ecc. cosa che invece viene fatta con il tempo pieno. Attenzione che part-time il 40% riguarda il lavoro supplementare (art. 42 del contratto )se a questo si aggiunge la flessibilità , cioè il cambiamento della distribuzione dell'orario di lavoro, si ha diritto ad una maggiorazione del 10% (art. 40 del contratto nazionale comma 6 ). L'indennità di cassa... sob sob non è prevista ! ciao patrizia cgil

  • Sara

    23/08/2017 - 10:25

    Buongiorno, vorrei chiedere una informazione. Nel contratto degli Studi Professionali le ore straordinarie vengono pagate con una percentuale del 15% in più, che differenza c'è con il lavoro supplementare che ha una percentuale del 40%? Esiste una indennità di cassa per quando si hanno da gestire i soldi dell'ufficio? Vi ringrazio anticipatamente, buona giornata: Sara

  • IreFi

    03/08/2017 - 14:57

    Faccio il bis come la mitica patry.. Dai un'occhiata qui.. puoi sempre dirci la tua. https://www.impiegate.org/sondaggio-la-sicurezza-nei-luoghi-lavoro/

  • irefi

    03/08/2017 - 14:39

    Ciao Mario, ti capisco e parecchio... Esiste il testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Dlgs 81/08, esiste l'obbligo della redazione del cd. DVR documento sulla valutazione dei rischi, esiste infine il buon senso. Come te avvitavo le viti della mia ex sedia. Poi ho smesso, lasciando in terra tutti i pezzi che cadevano... ho inziato a dire che mi faceva male la schiena (prima stavo zitta) ed ho richiesto la nuova... è arrivata bella rossa fiammante. Lo so è uno stupido consiglio però, smetti di avvitare.. non è compito tuo. Devono cambiartela se non è ergonomica ed idonea al tuo lavoro. Per il clima.. ci sto lavorando.. anche qui 36 gradi. L'altro giorno per disperazione ho fatto foto al termometro, inviato una mail ed avvisato via filo e sono uscita. Non posso mica crepare. Mi ha promesso che comprerà o pinguino o clima. Vediamo. Stavolta secondo me lo fa davvero. Vedi, il DVR per quanto obbligatorio negli studi non tutti l'hanno fatto e dunque anche i dati sul microclima sono utopia. Per questo dico esiste il buon senso.. perchè se uno cade dalla sedia o sviene per il caldo, chiama il 118 e si fa portare in ospedale dichiarando come è costretto a lavorare non è peggio? Io dico di sì. E dico anche che questo ogni tanto va ricordato ai boss chiedendo di evitare che si verifichino quegli episodi.. basta una sedia nuova ed un pinguino appunto. Facci sapere. Ire

  • mario

    02/08/2017 - 15:30

    Dimenticavo siamo solo 2 dipendenti. Grazie Mario Picco

  • mario

    02/08/2017 - 15:19

    ciao a tutti, volevo sapere se esistevano delle norme inerenti alla sicurezza negli uffici. mi spiego, lavoriamo con sedia che fanno paura (devo continuamente stringere le viti altrimenti perdo i braccioli), neon di 30 anni fa , struttura dell'ufficio terribile. abbiamo chiesto un ventilatore/ pinguino visto che lavoriamo a 34 gradi, ma niente fa finta di niente!! Mario picco

  • IreFi

    17/07/2017 - 11:28

    Cara, evidentemente il tuo capo confonde casa sua con il posto di lavoro. A casa Sua può certamente fumare, in studio no. Non lo dico io, ma lo dice la L. 16.1.2003 n. 3 art. 51. http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_normativa_366_allegato.pdf A meno che, ma dubito, non abbia adibito luoghi per fumatori in studio. Dichiara la situzione al Tuo medico quando andrai per il controllo e faglielo annotare sulla certificazione che ti rilascerà a fine visita. Dopo di che parlane con il tuo capo. Facci sapere.

  • Valentina

    12/07/2017 - 15:24

    Ciao a tutti, non so se lo spazio adatto. Ma penso che il fumo passivo rientri nella c.d. sicurezza sul lavoro. Volevo chiedere cosa per fare per una situazione che purtroppo sopporto da 12 anni. Solo che fino a 4 anni fa fumavo anch'io, mentre adesso per problemi cardiaci e due malattie autoimmuni ho dovuto smettere ed il mio capo lo sa, ma nonostante ciò fuma il suo sigaro anche nella mia stanza che poi proprio una stanza non è, perchè è un ingresso senza finestre e per di più con la stampante a laser a meno di 1 metro da me. Lui fuma per 8 ore nella sua stanza che si trova a due metri dalla mia scrivania e se deve uscire a dirmi qualcosa viene con il suo sigaro puzzolente. Ho provato a spruzzare il deodorante, ma non posso respirare sempre robaccia chimica, cosa mi suggerite di fare? Ho provato a farglielo capire in tutti i modi ma non c'è verso lui sostiene di essere a casa propria e di poter fare come vuole. A breve avrò il controllo periodico dal cardiologo e vorrei farmi rilasciare un certificato. Che ne pensate? Chi di voi si è ritrovato nella mia medesima situazione e come si è comportato? Grazie a tutti. Ciao Valentina

  • carmen

    04/06/2013 - 16:05

    l DVR non doveva avere data certa entro il 31/05/2013 ? ?

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