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Legge di Bilancio 2024

23/01/2024 - 11:26

Care Colleghe e Colleghi,

siamo al consueto appuntamento annuale relativo al nostro breve commento della Legge di Bilancio, limitatamente agli articoli di interesse.

LAVORO

Esonero parziale contributi a carico lavoratori dipendenti – Taglio cuneo fiscale

Viene riconosciuto un esonero parziale dai contributi a carico dei dipendenti pari al

  • 7% se la retribuzione imponibile mensile risulta  inferiore a 1.923,00 euro
  • 6% se la retribuzione imponibile mensile risulta superiore a 1.923,00  euro,  ma inferiore a 2.692,00 euro

Attenzione!!! La misura non sarà applicata alla 13° e 14°, per cui verranno calcolati i contributi senza oneri.

Fringe benefit e welfare aziendale

Per il solo anno 2024, viene riconosciuta la possibilità di erogare  fringe benefit ai lavoratori nel limite di esenzione da contributi e imposte di 1.000,00 euro

Rientrano nell’elenco dei fringe benefit, per il 2024, il rimborso delle utenze domestiche relative ad acqua, luce e gas, le spese per l’affitto della prima casa e degli interessi sul mutuo della prima casa.

Se il lavoratore ha figli a carico (che non risultino in affido esclusivo all’altro genitore e che percepiscono un reddito inferiore a 4.000 euro se con età inferiore a 24 anni o 2.840,51 euro per età superiore ai 24 anni) il limite di esenzione aumenta a 2.000 euro.

Attenzione!!! questo limite può essere applicato solo se è il lavoratore che ne fa richiesta scritta al datore di lavoro. Il datore di lavoro, infatti, non ha alcun obbligo di riconoscere tale benefit, inoltre può essere concesso ad personam.

Detassazione premi di risultato

Viene confermata, anche per il 2024, la tassazione dei premi di risultato con aliquota del 5%  applicabile ai premi erogati nel limite massimo di 3.000,00 euro  a lavoratori che hanno percepito nell’anno precedente  un reddito da lavoro dipendente inferiore a 80.000 euro.

Utilizzo crediti Inps e Inail

L’utilizzo del credito per contributi Inps è possibile solo per i datori di lavoro agricolo, artigiani commerciali e liberi professionisti.

La compensazione non è ammessa per i crediti Inps maturati nella gestione separata Inps.

Pensioni

Conferma “QUOTA 103” con alcune penalizzazioni e modifiche da definire con decreto ad hoc.

Previsti incentivi per chi resta al lavoro, APE Sociale e Opzione donna diventano una misura flessibile unica denominata “Opzione Donna Mobile 2024” .

Confermate anche la pensione per le lavoratori precoci e la pensione anticipata ordinaria, anche se con qualche regola differente.

Determinazione del valore di pensione anticipata e di vecchiaia:

Il trattamento di pensione anticipata è riconosciuto per un valore lordo mensile massimo non superiore a cinque volte il trattamento minimo previsto dalla legislazione vigente, per le mensilità di anticipo del pensionamento rispetto al momento in cui tale diritto maturerebbe a seguito del raggiungimento  dei requisiti di accesso al sistema pensionistico.

Il trattamento di pensione anticipata decorre trascorsi tre mesi dalla maturazione dei requisiti previsti.

In via sperimentale, per il biennio 2024-2025, i lavoratori dipendenti, gli iscritti alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, i lavoratori autonomi e gli iscritti alla gestione separata con anzianità  contributiva successiva al 31.12.1995, potranno riscattare i periodi  accreditati  fino al 31.12.2023 ma non soggetti ad obbligo contributivo, equiparandoli a periodo di lavoro, per un massimo di 5 anni, in unica soluzione o in un massimo di 120 rate mensili (con importo minimo di 30 euro per rata  e senza interessi). Per i lavoratori del settore privato, l’onere per il riscatto può essere sostenuto dal datore di lavoro destinando, a tal fine, i premi di produzione spettanti al lavoratore stesso (in tal caso tale destinazione sarebbe deducibile dal reddito di impresa e dal lavoro autonomo e ai fini della determinazione dei redditi da lavoro dipendente e rientrerebbe nell’ipotesi di cui all’art. 51 , c. 2, lett. a) del TUIR).

Viene modificata la modalità di calcolo automatico della rivalutazione  dei trattamenti  pensionistici

Congedi Parentali

Fatta salva la durata complessiva fra i due genitori di 9 mesi indennizzati (10/11 indennizzati qualora il reddito del lavoratore sia inferiore a 2,5 volte l’assegno sociale), l’importo rimborsabile a titolo di congedo  potrà essere pari a:

  • 1 mese 80% alternativamente fra i due genitori (con figli entro i 6 anni)
  • 1 mese 60% alternativamente fra i due genitori (con figli entro i 6 anni);

i restanti mesi 30% (con figli entro i 12 anni)

Attenzione!!! Per il solo anno 2024 il secondo mese sarà indennizzato all’80% anziché al 60%.

Decontribuzione lavoratrici con figli

Per il triennio 2024-2026 alle lavoratrici madri di 3 o più figli, con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, viene riconosciuto un esonero del 100% dei contributi  previdenziali a carico della medesima fino al mese di compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo, sempre nel limite massimo annuo di 3.000 euro riparametrato su base mensile.

Attenzione!!! Per il solo 2024, l’esonero è riconosciuto in presenza di 2 figli fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo.

Bonus nuove assunzioni 2024

A partire dal 2024 tutte le assunzioni a tempo indeterminato saranno esonerate dal versamento dei contributi previdenziali.

In particolare, è stata introdotta una deduzione fiscale ai fini Ires o Irpef fino al 120%, con un aumento   ulteriore al 130%, per diverse categorie tra cui: under 30, donne con figli, beneficiari di assegno di inclusione nonché per soggetti con disabilità.

Riforma fiscale 2024

La riforma prevede tre scaglioni di reddito e le  rispettive aliquote progressive:

  • 23% per redditi fino a € 28.000,00
  • 35% per redditi superiori a € 28.000,00 fino a € 50.000,00
  • 43% per redditi oltre i € 50.000,00

Misure di sostegno per titoli

  • Carta risparmio spesa e bonus benzina 77 euro
  • Reddito alimentare
  • Mutui prima casa
  • Pacchetto famiglia 2024
  • Bonus psicologo
  • Bonus psicologo per studenti universitari
  • Assegno di inclusione (che sostituisce il reddito di cittadinanza)
  • Reddito di libertà a sostegno delle donne vittime di violenza.

Altri Approfondimenti

Segnaliamo questo articolo pubblicato sul Corriere della Sera

  • Patrizia

    25/01/2024 - 15:00

    Non ci sono misteri ma prudenza ..molta prudenza. Ieri sera abbiamo contattato la filcams ma non c'è ufficialità su nulla. Aspettiamo noi e anche voi ci facciamo compagnia. Che dire? Ieri sera ci siamo scambiati un santino di s.antonio da Padova. Non dubitate appena ricevute informazioni pubblichiamo . Patrizia cgil

  • Maria

    25/01/2024 - 14:31

    Correzione per Marco: in questo modo, però, si abbassa la capienza Irpef per eventiali detrazioni per spese mediche, assicurazioni, interessi mutuo e lavori di ristrutturazione e simili. Lo Stato da una mano da, e dall'altra toglie. Ognuno tragga le sue conclusioni. Anche per chi pensa che il taglio dell'aliquota Inps sugli stipendi sia una bella cosa, ora è contento perchè prende pochi euro in più in busta paga... poi, però, se dovrà lavorare fino a 70 per una misera pensione, perchè l'Inps non ha più soldi, come la mettiamo? Ragionateci sopra.

  • Marco

    24/01/2024 - 21:42

    Ciao Simone W, già dal 2023 il bonus Renzi è stato assorbito completamente ed è confluito nelle detrazioni irpef per lavoro dipendente, non perderai i 1200 euro del bonus Renzi. Anzi prima se l'irpef dovuta era 1200 e si azzerava a causa del bonus Renzi pagavi le addizionali comunali e regionali perché sono addizionali all'irpef e il bonus Renzi non è irpef ma è un "trattamento integrativo" che quindi formalmente non azzerava l'irpef. ora invece essendo confluito nella voce "detrazioni lavoro dipendente" in caso di azzeramento irpef non paghi le addizionali. Un bel vantaggio. Marco

  • Simone W

    23/01/2024 - 16:25

    Praticamente ril taglio irpef e irap va in sostituzione del bonus Renzi, ma rimettendoci, per chi non ha un mutuo o spese ingenti da portare in detrazione e che in virtù di ciò non ha più diritto nemmeno ad un euro dei famosi 1200 di integrazione al reddito per chi ha una RAL compresa tra 15.000 e 28.000 annui. Bella fregatura!

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