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MGA Mobilitazione Generale Avvocati- Vi racconto l’iniziativa di Siena del 13 giugno 2017

03/07/2017 - 10:00

MGA – Mobilitazione Generale Avvocati

Chi sono? Cosa vogliono?
E noi? Che ne pensiamo?

Siena, 13 giugno 2017

Evento accreditato presso l’Ordine degli Avvocati di Siena, con 3 crediti formativi.

Tema: lavoro nero negli studi professionali. Il tema mi incuriosisce e decido di partecipare.

Relatori: Mariano Di Gioia Filcams CGIL Siena, Danilo Lelli Filcams CGIL Nazionale, Claudio Guggiari Segretario Generale CGIL Siena, Avv. Anna Sanesi MGA, Avv. Anna Chiara Forte MGA, Avv. Pietro Dinoi Cassazionista.

Presenti in sala: Avvocati, e fra questi anche il mio capo, il funzionario Filcams CGIL Firenze Giuseppe Martelli, io che prendo appunti… sul cellulare: penna con inchiostro finito, per una volta la tecnologia mi viene in soccorso! Ovviamente ho fatto pure qualche scatto!

Interventi liberi dalla sala: un paio di legali, ed io.. impiegata-blogger.

MGA illustra la propria proposta di abolizione dell’incompatibilità che impedisce ad un avvocato di lavorare per altro avvocato e ne spiega molto bene le ragioni. Devo dire che l’avv. Anna Chiara Forte è stata veramente brava; ha fatto ben comprendere la situazione.

Detta incompatibilità è contenuta all’art. 18 della L. 247/12. Parlano di aggiungere un comma, il quarto, al successivo art. 19, volto ad abbattere quindi l’esistente attuale incompatibilità e spiegano che, così facendo, l’avvocato potrebbe decidere liberamente se intraprendere la libera professione o divenire avvocato alle dipendenze di altro avvocato. Se tale proposta passasse, chiaramente, quelli che ora esercitano la professione presso altri studi in mono-committenza, dovrebbero avere delle tutele quali un orario di lavoro non da schiavitù (parlavano di 10-12 ore di lavoro prestate a diritto), ferie, permessi, maternità, malattia per dirne alcuni e chiaramente un compenso equo cosa che ora non hanno.

Mentre ascolto, penso. Io non ci vedo nulla di male anzi, trovo che questo sia un gran passo avanti in civiltà proprio. Non posso pensare che ancora nel 2017 ci siano lavoratori senza questi diritti. A prescindere dal fatto che esercitino una libera professione.. che poi così libera non è visti i racconti dei referenti MGA.

L’iniziativa prosegue. Ascolto tutti i relatori ed il primo intervento. Decido di parlare anche io. Faccio un cenno e chiedo di intervenire.

IL MIO INTERVENTO

Nel mio intervento espongo la mia posizione personale di cui sopra, quindi favorevole all’abolizione dell’incompatibilità.
Aggiungo che, se tale incompatibilità decadesse, dovrebbero però essere molto ben normate le funzioni e le specifiche attività e competenze di detto avvocato mono-committente affinché non si rischi la sovrapposizione e la commistione di ruoli fra lavoratore dipendente puro e semplice ed avvocato subordinato.

Specifico che dico ciò perché già oggi vi è una “guerra fra poveri”; laddove ad esempio entrano praticanti che vengono affiancati a noi al fine di insegnare loro i segreti del mestiere, e laddove noi abbiamo ovviamente un contratto regolare e loro no, accade che dopo un po’ i praticanti a costo zero o quasi restano, e noi, che costiamo di più, veniamo messe alla porta.

Pertanto chiedo vivamente che si pensi bene alla determinazione delle mansioni e competenze e dei compensi perché se è giusto –anzi giustissimo- far ottenere “diritti civili del lavoro” a tutti, è altrettanto giusto stare molto attenti alle dinamiche che potrebbero aprirsi, visto che oggi siamo nella jungla in quanto non sono normate le attività dei cd. praticanti.

Espongo anche la contrarietà di qualche collega. Non sono d’accordo con l’esser contrari a prescindere perché “loro sono avvocati” come qualcuno dice, ma dovendo portare la voce di tutti i colleghi, mi è d’obbligo anche riferire che esistono voci contrarie.

In democrazia si fa così: si sentono tutte le parti.. io ho riferito di tutte le parti. Mi siedo.

Non credo che abbiano tutti ben compreso quello che ho detto.

Per un secondo ho proprio percepito -letto in faccia- il classico “ma questa i’che vole”.. voglio che tutti abbiano diritti, ma voglio anche che nessuno ci rimetta, pertanto chiedo di esser pronti immediatamente dopo l’abolizione dell’incompatibilità, con la definizione del profilo di inquadramento e le specifiche mansioni per non avere un domani più guerre di quelle attuali, nè per rischiare di vedere un avvocato scendere al posto dell’impiegata a prendere la posta. Ecco, tutto qui.

L’incontro termina dopo poco.

IL GIORNO DOPO

L’indomani trovo il capo in studio che mi plaude. Dice che, se decadesse l’incompatibilità, si trova d’accordo con me sulla necessità di ben specificare le mansioni, competenze e specificità del rapporto di lavoro avvocato presso avvocato e compenso.

Mi dice che avrebbe voluto intervenire e non lo ha fatto perché l’ho anticipato… ci eravamo seduti io un paio di file avanti a lui, quindi non comunicavamo.

Ci siamo anche messi a leggere i livelli di inquadramento contrattuale per capire come potrebbero essere qualificati ed inquadrati questi avvocati subordinati e concordiamo che essi dovrebbero avere, nell’area giuridica, uno specifico livello studiato ad hoc, da creare ex novo, con la sola indicazione, nel titolo esemplificativo delle mansioni, di partecipazione alle udienze, lo studio e la redazione di atti non compilativi quali, ad esempio, comparse, atti di citazione, atp, memorie, conclusionali e repliche ecc..

Ecco… non solo è stata una giornata molto interessante per capire meglio l’iniziativa di MGA (replicheranno in altre città: vi consiglio di andare se potete così vi fate un pensiero vostro) ma anche sul piano personale e professionale è stata senz’altro una giornata da ricordare: partecipare, io ed il capo insieme a questo evento, ci ha permesso di addentrarci insieme nel CCNL degli studi professionali.

Caso unico? Non credo, ma sicuramente raro, sì. Con caparbietà e perseveranza, che a me appartengono, si può arrivare anche a questo. Datore di lavoro e lavoratrice insieme ad una iniziativa sindacale.

Un abbraccio,

Irene

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  • patrizia

    03/07/2017 - 11:43

    irene , bell'articolo davvero , discussione molto importante !!! Aggiungo un argomento ... il codice deontologico degli avvocati contiene la incompatibilità tra libera professione e lavoro dipendente . Il presupposto è la natura costituzionale della professione legale e quindi la sua funzione pubblica, un avvocato dipendente di un altro avvocato lederebbe la libertà di difesa prevista dalla costituzione. Ora, è ancora vero questo oppure è una buona scusa per avere manodopera gratuita .. parliamone perché a me pare la seconda . E' ora di togliere il velo di ipocrisia che cela il mondo professionale , sarebbe ora. Per le colleghe che guardano con molta diffidenza , a dir poco , i giovani avvocati che arrivano nei nostri studi , dico : attenzione è proprio il lavoro gratuito o povero dei praticanti e dei giovani avvocati che sono il peggiore pericolo per i nostri posti di lavoro ! parliamone patrizia cgil

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