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PROTESTA – MATERNITA’ QUANTO MI COSTI – MADRI LAVORATRICI SI PUO’?

13/06/2017 - 9:28

PROTESTA – MATERNITA’, QUANTO MI COSTI!

INGIUSTIZIE ANNO 2017

TU TORNI? E IO TI LICENZIO, COSI’ POI FAI LA MAMMA QUANTO VUOI!

Dopo la vicenda di Bergamo – dove una lavoratrice è stata licenziata al rientro dalla maternità ufficialmente per soppressione del posto di lavoro e dove i suoi colleghi, 230, hanno tutti scioperato per solidarietà ed in suo sostegno vincendo la lotta visto che il provvedimento è stato ritirato – adesso tocca agli studi professionali.

Accade in Toscana. Lavoratrice madre, da anni e anni impiegata in uno studio, è stata licenziata senza preavviso al rientro dalla maternità.

Quanto accaduto ci INDIGNA profondamente.

Entriamo negli studi bambine, offriamo tutta la nostra professionalità, ci carichiamo di responsabilità che a volte – diciamola tutta – non sono neanche nostre, ci adoperiamo per l’aumento dei vostri profitti, lavoriamo sodo per circa mille euro al mese, teniamo d’occhio agende, scadenze, mail, pec, modelli di pagamento, tasse varie. Riceviamo clienti, redigiamo atti e lettere calcoliamo tasse e tanto altro ancora, cresciamo a vostro fianco FEDELMENTE.

Poi arriva quel giorno in cui decidiamo di diventare donne.

Di diventare scelleratamente mamme. Eh sì ci vuole coraggio a mettere al mondo un figlio con mille euro al mese, orari e tipologia di lavoro stressanti.
Come tutte le donne portiamo avanti i nostri mesi di lavoro, molte volte entriamo in maternità all’ottavo mese. Arriva l’obbligatoria e così ci assentiamo per 5 mesi. Ma voi i vostri figli a 5 mesi a chi li lasciavate?
E dunque capita anche di prendere la facoltativa.
Se possibile ad ore, ma se ci ostacolate, ci costringete a prenderla a mesi. Quantomeno per svezzare i nostri figli.

Arriva, con gioia (per noi!), il giorno del rientro e tutto ad un tratto, musi lunghi, niente sorrisi, niente caffè. All’improvviso una chiamata. In stanza del capo (o, peggio, della capa). LICENZIATA. A CASA. SUBITO.

Ufficialmente per calo del lavoro. Ufficiosamente “ti sei permessa di fare figli e non puoi più garantire il massimo”.

NON CI STIAMO. QUESTO E’ AVVILENTE. TRISTE. PROFONDAMENTE CINICO.

Noi non possiamo scioperare come hanno fatto i colleghi della lavoratrice di Bergamo, siamo solo una/due persone a studio e sparse ovunque in tutta Italia.

Attraverso il blog ed i social, abbiamo pensato che però qualcosa per tutte le donne madri lavoratrici, possiamo farlo!

Visto che ultimamente i licenziamenti post maternità sono trasversali, vogliamo essere vicine a tutte le nostre colleghe degli studi professionali che vengono INGIUSTAMENTE licenziate come pure a tutte le altre lavoratrici di qualunque altro settore che, rientrando dalla maternità, si trovano nella stessa condizione o a subire atteggiamenti discriminatori.

Per questo motivo invitiamo tutti, anche gli uomini, a cambiare la propria immagine di copertina Facebook da oggi utilizzando la locandina che abbiamo preparato in segno di disaccordo:

Invitiamo anche a far girare questa richiesta e a condividere fra i contatti questa iniziativa di modo che diventi virale.

Non riguarda solo noi… riguarda tutti.

Se nel 2017 abbiamo ancora problemi a gestire il rientro dalla maternità, è giusto che tutti sappiano e si uniscano solidamente alla nostra “protesta” affinché si accendano i riflettori su un tema ancora molto molto caldo!

Essere madri e lavoratrici, per noi, significa dover avere doppi riconoscimenti ed invece…. ci lasciano a casa!

Uomini e donne, da ora, via al cambio immagine!!

Accendiamo i riflettori!

Angi Carmen Patri Ire Emilia!

PS abbracciamo virtualmente la nostra collega Toscana.

 

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  • IreFi

    19/06/2017 - 14:22

    La ringraziamo, Dottore, per il Suo contributo. Crediamo vivamente che solo diffondendo le notizie che ci giungono dalle lavoratrici (o ex lavoratrici, tali per essere state licenziate dopo il rientro dalla maternità), possiamo accendere i riflettori su questa tematica che, evidentemente, rappresenta ancora oggi un "problema" - se così possiamo appellare la maternità e ciò che ne consegue - sociale e trasversale. Ci piacerebbe sapere, e per tale ragione approfitto della Sua gentilezza e professionalità, se ha mai riscontrato risvolti, anche emotivi, negativi, sui bimbi le cui mamme si trovino ad affrontare il licenziamento a cagione della loro maternità e che, per parte nostra, sentiamo veramente molto molto provate dagli eventi. Senza ovviamente ledere alcun obbligo di cui al segreto professionale. Saluti

  • enrico solito

    19/06/2017 - 11:52

    Condivido. Faccio il pediatra e sento di queste storie più di quanto non emerga.

  • irefi

    16/06/2017 - 12:41

    Cara Rosanna. Mi dispiace immensamente per quanto hai passato e sono felice che tu abbia trovato di meglio! Sulla pagina facebook del blog, trovi l'immagine di dimensione adatta per la sostituzione della tua, sei hai facebook. Altrimenti, ti preghiamo comunque di diffondere attraverso altri mezzi, whatsapp, email, e quanto altro ti viene in mente, il link di questa pagina a tutti i tuoi contatti affinchè si diffonda questa notizia. Non vogliamo restare chiuse ognuna nei propri studi, vogliamo che tutti sappiano cosa sta accadendo in maniera sempre più capillare. E purtroppo, ad oggi, non abbiamo mezzi diversi per poterlo fare. Grazie. Grazie anche di aver condiviso con noi il tuo passato. Ti auguriamo il meglio! Un abbraccio Irene

  • Rosanna

    15/06/2017 - 21:06

    In passato è successa la stessa cosa a me. Appena tornata dalla maternita' l'avvocato stronzo mi ha licenziato. Mi è crollato il mondo addosso. Per fortuna ho trovato di molto meglio.

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